IL RUOLO DEGLI OCEANI NELLA SALUTE DEL PIANETA E DELL’UOMO: RIFLESSIONI DA UN’ESPERIENZA IN ANTARTIDE

La Dott.ssa Angela Garzia, ricercatrice in oceanografia fisica presso il Fano Marine Center, ha condiviso la sua esperienza e le sue conoscenze sul cruciale ruolo degli oceani per il clima del nostro pianeta durante l’aperitivo scientifico di giovedì 25 settembre, presentato da FanoUniMar e tenutosi presso Il Caffè del Pasticciere (Fano). L’incontro, tenutosi in un contesto meno formale e più diretto, mirava a colmare la distanza tra la ricerca scientifica e il pubblico, rendendo la conoscenza sull’ambiente marino e sul cambiamento climatico accessibile a tutti.

Gli oceani: stabilizzatori del clima globale

La ricercatrice ha illustrato come gli oceani agiscano da “stabilizzatori” del clima globale, assorbendo oltre il 90% del calore in eccesso e gran parte dell’anidride carbonica dall’atmosfera. Per questo motivo, a fronte dell’attuale eccesso di gas serra in atmosfera, l’oceano sta raggiungendo un punto di saturazione, oltre il quale questa funzionalità verrebbe fortemente compromessa.

Ma come possono queste alterazioni compromettere gli ecosistemi marini e terresti a livello globale? 

È la circolazione termoalina quel sistema di correnti oceaniche globali che ridistribuisce il calore su tutto il pianeta. Partendo dai poli, l’acqua fredda e salata affonda per la sua maggiore densità, e si muove verso l’equatore, mentre l’acqua calda e leggera risale e si dirige verso i poli; questo sistema prende il nome di “conveyor belt”, o  “nastro trasportatore”. L’oceanografa ha evidenziato in particolare che i poli sono quindi “amplificatori polari”, luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono più intensi e accelerati, per questo ampiamente studiati.

La fusione dei ghiacci: quali sono le conseguenze?

Al giorno d’oggi il ghiaccio marino antartico si sta riducendo drasticamente, con un minimo storico registrato nel 2023. Tuttavia non è lo scioglimento del ghiaccio marino che innalza il livello del mare, bensì quello del ghiaccio continentale; questo, fondendo, si riversa in mare, causando una perdita incredibile del ghiaccio tipico del continente Antartico. Il livello del mare continua così ad aumentare di anno in anno; si prevede quindi un aumento del livello del mare tra 1.5 e 2 metri entro il 2100, con gravi ripercussioni ambientali sulle città e sui civili, “migranti climatici” costretti ad abbandonare la propria terra a causa di improvvise inondazioni. 

Il ruolo della Ricerca Italiana nella tutela degli ambienti antartici 

La missione di Angela Garzia a bordo della nave rompighiaccio Laura Bassi si rivela quindi essenziale per monitorare l’Antartide; la ricerca italiana, supportata da centri di ricerca internazionali, si impegna da quarant’anni a studiare le variazioni dei parametri chimico-fisici del Mare di Ross. I dati non sono certamente incoraggianti: un Argo float, una delle sonde lasciate in mare dagli scienziati utile alla raccolta dati per via satellitare, avrebbe registrato l’intrusione di acqua calda sotto la piattaforma di ghiaccio più grande del Mare Ross, fenomeno che causerebbe la fusione basale del ghiaccio.

Un appello alla consapevolezza 

L’incontro si conclude con l’appello alla consapevolezza della Dott.ssa Garzia: è importante prendere coscienza che ciò che accade in luoghi lontani ha ripercussioni dirette sulla nostra vita quotidiana; per questo la divulgazione e la tutela ambientale diventano essenziali. Ma l’impegno civico non basta: a livello politico, è doveroso rispettare gli accordi internazionali come quelli di Parigi per ridurre le emissioni entro il 2030 e quindi frenare veramente il cambiamento climatico. 

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