Giovani scienziati alla scoperta della biodiversità costiera nella Riserva Naturale della Sentina

Testo a cura di: Sofia Vescia

Il progetto “Adriatic Conservancy” di Fano Università del Mare si è concluso dopo un percorso ricco di attività.

Nel mese di aprile 2026 si era tenuto uno degli incontri con l’IIS Leonardo Da Vinci di Civitanova Marche, dedicato alla scoperta della biodiversità marina e ai temi della tutela e della conservazione. Il successivo incontro in aula, previsto per il mese di maggio, ha visto partecipi non solo le classi seconde del liceo linguistico, scientifico e scienze applicate dell’IIS Da Vinci, ma anche 13 studenti del programma ERASMUS, provenienti dal Lycée Ernest Renan di Saint Brieuc (Francia), insieme a due professori della medesima scuola.

Le lezioni teoriche si sono tenute nell’Aula Magna dell’ IIS Da Vinci (Civitanova Marche) in lingua italiana, per poi proseguire con le lezioni pratiche presso la Riserva Naturale della Sentina (San Benedetto del Tronto). 

L’ecosistema spiaggia

Gianfranco Rossi (biologo marina) e Sara Cerri (studentessa del corso di LM Marine Biology presso l’Università Politecnica delle Marche) hanno avuto un ruolo cruciale nell’introduzione degli studenti al progetto “Adriatic Conservancy” per l’anno 2025-2026. Nel mese di aprile gli studenti sono stati coinvolti in una dettagliata spiegazione dell’ecosistema spiaggia, dei suoi abitanti e dei processi ecologici che lo caratterizzano, con un focus particolare sulle coste del mar Adriatico settentrionale.

Protocolli di monitoraggio 

Nel mese di maggio il team di FanoUniMar ha condotto una spiegazione accurata dei protocolli di citizen science che gli studenti avrebbero in seguito applicato sul litorale della Riserva Naturale della Sentina. Tra questi, il “MAC-Emerso” (Reef Check Italia), il quale permette di valutare lo stato di conservazione degli ecosistemi costieri attraverso l’utilizzo di “quadrats” (quadrati) utili al censimento degli organismi spiaggiati sulla fascia di accumulo. 

A seguire, Sofia Vescia (studentessa del corso di LM Marine Biology presso l’Università Politecnica delle Marche) ha spiegato la funzionalità e lo scopo di altri due protocolli di monitoraggio: iNaturalist e Clean Swell (Ocean Conservancy).

Il primo è un social network per l’identificazione di specie viventi (animali o vegetali) tramite intelligenza artificiale e validazione di esperti attivi sulla piattaforma. L’identificazione può avvenire anche a partire da un resto di organismo non vitale, con lo scopo di creare un database globale di dati utili alla ricerca scientifica. 

Clean Swell è un’applicazione dedicata al monitoraggio e alla raccolta dati sull’inquinamento da rifiuti a livello costiero. Il monitoraggio consente di valutare il grado di impatto ambientale a scala locale e di proporre interventi mirati per la sua riduzione.

L’uscita in campo 

Per concludere le attività, il giorno 7 maggio 2026, si è tenuta l’escursione presso la Riserva Naturale della Sentina, durante la quale i ragazzi hanno messo in pratica quanto appreso in aula. 

Gli studenti sono stati divisi in due gruppi i quali, a turno, hanno potuto partecipare sia al monitoraggio della biodiversità tramite quadrati (protocollo MAC-Emerso) e tramite applicazione iNaturalist, che all’attività di clean-up con il protocollo Clean Swell.

Risultati 

L’esperienza ha permesso agli studenti di osservare quanto la presenza di organismi spiaggiati nella Riserva Naturale sia ridotta, ad eccezione di alghe e vegetazione terrestre. La scarsità di vita animale non è un buon segno dal punto di vista biologico ed ecologico, data soprattutto la condizione naturale e “incontaminata” nella quale dovrebbe trovarsi la spiaggia stessa.

La raccolta rifiuti è stata infatti allarmante dal punto di vista della tipologia e dell’abbondanza degli oggetti trovati. Oltre alla grande quantità di plastica (incluse le sempre più presenti calze da miticoltura), sono stati individuati flaconi di medicinali, siringhe, indumenti, calzature, e perfino uno pneumatico. 

Gli alunni hanno contribuito attivamente alla realizzazione di un progetto utile per acquisire maggiori conoscenze, competenze e consapevolezza riguardo temi attuali e urgenti come la perdita di biodiversità costiera e il grado di impatto antropico che danneggia le spiagge naturali delle coste marchigiane.

Gli studenti si possono definire ora veri “scienziati cittadini”, capaci di raccogliere dati utili all’indagine scientifica, i cui esiti si tradurranno in miglioramenti concreti per la collettività. 

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