Mi sveglio presto, il sole è ancora solo un’idea dietro l’orizzonte. Indosso le scarpe da corsa e raggiungo la spiaggia. Nelle cuffie suona una musica non proprio tranquilla, ma distinguo ancora il rumore ritmico delle onde e le grida dei gabbiani che si contendono la colazione.


La sabbia è compatta sotto i piedi, le mie impronte vengono subito cancellate dall’acqua. Scorgo qualche conchiglia: la tentazione di fermarmi è forte, ma ho un allenamento da finire.
Poi un movimento rapido attira il mio sguardo: un piccolo uccello si muove tra i detriti del bagnasciuga. È un fratino (Charadrius alexandrinus), specie tipica delle spiagge sabbiose.
Il suo piumaggio mimetico, con sfumature bianco-grigiastre e una sottile fascia pettorale nera, gli consente di passare inosservato tra sabbia, alghe secche e legnetti.

Si muove a scatti, in cerca di minuscoli invertebrati come anellidi, crostacei e insetti. La sua andatura buffa è in realtà una strategia perfetta per sopravvivere in questo ambiente fragile.È una specie migratrice, ma alcuni esemplari svernano anche lungo le coste italiane. La sua presenza è indice della buona qualità ambientale di questi habitat costieri, purtroppo sempre più frammentati e disturbati. Più avanti, un nido recintato. In alcune zone delle Marche, come Marotta, Fano e Senigallia ci sono ancora tratti di costa naturale, con dune e piante protette, dove il fratino può nidificare. Le sue uova, piccole e mimetizzate, si confondono tra i granelli di sabbia.
È questo che lo rende così vulnerabile: basta un piede, un cane libero o un ombrellone per distruggere un nido.
Per questo esistono progetti di conservazione, con recinzioni, monitoraggi e sensibilizzazione locale.
Lo osservo finché non vola via. Il sole, ora, si è alzato appena sopra l’acqua e a fatica si stacca dal mare.
Riprendo il passo, portandomi dentro l’immagine di quell’incontro, con un filo di malinconia. La tutela della biodiversità inizia dalla consapevolezza.
Proteggere la natura a volte significa solo osservare meglio, rallentando un attimo. Come fa il sole, quando indugia sull’acqua prima di iniziare il suo viaggio nel cielo.
Testo e grafica a cura di Alessandra Santini

