La Responsabilità comincia dalla spiaggia

Gli studenti impegnati nella pulizia della spiaggia e nel monitoraggio dei rifiuti

Mercoledì 5 Novembre gli studenti della classe 1K dell’Istituto Professionale GARA Polo 3 di Fano hanno preso parte a una giornata di volontariato ambientale dedicata alla raccolta dei rifiuti lungo la spiaggia Sassonia di Fano, vivendo un’esperienza concreta di tutela dell’ambiente marino-costiero. L’attività ha permesso ai ragazzi di osservare in prima persona gli effetti dell’inquinamento antropico e di agire per contrastare questo problema.

I ragazzi della 1K impegnati nella raccolta dei rifiuti lungo la spiaggia Sassonia di Fano

Scoprire la biodiversità dell’ecosistema spiaggia

Prima di recarsi sul campo, gli studenti hanno partecipato a una lezione in aula dedicata alla biodiversità dell’ecosistema spiaggia. Nonostante questo ambiente possa spesso apparire semplice o addirittura “vuoto”, la spiaggia ospita in realtà una grande varietà di organismi.

Lungo le coste del nostro mare Adriatico è possibile infatti incontrare numerosi molluschi (come vongole, telline, cannolicchi) oltre a crostacei e anellidi, tra cui il verme marino Arenicola marina. Ognuno di essi svolge un ruolo ecologico fondamentale: filtratori come vongole e telline contribuiscono alla purificazione dell’acqua, mentre specie scavatrici come Arenicola marina favoriscono l’ossigenazione dei sedimenti e il riciclo dei nutrienti, mantenendo l’equilibrio naturale dell’ecosistema costiero.

Tra i molluschi, i ragazzi hanno avuto modo di esplorare da vicino le uova del murice Hexaplex trunculus, una specie molto diffusa nel nostro mare, le cui uova (riconoscibili come piccoli grappoli spugnosi di colore giallastro) possono essere facilmente trovate spiaggiate durante passeggiate lungo la battigia.

Uova di Hexaplex trunculus trovate sulla spiaggia

Oltre agli organismi che abitano le zone sabbiose, il mar Adriatico ospita anche diverse specie di vertebrati marini di grande interesse, come la tartaruga marina comune (Caretta caretta) e piccoli squali tipici delle nostre acque, come ad esempio il gattuccio (Scyliorhinus canicula). Nonostante questi animali non siano facilmente osservabili in maniera diretta, gli studenti hanno potuto riconoscerne la presenza grazie alle tracce che questi animali hanno lasciato sulla spiaggia. In particolare, in classe hanno osservato le caratteristiche capsule delle uova di razze e gattucci, che a volte si ritrovano spiaggiate dopo essere state svuotate dal mare.

Questa introduzione teorica ha permesso ai ragazzi di osservare l’ambiente marino e costiero più da vicino, sviluppando uno sguardo più attento e consapevole e imparando a riconoscere l’elevato valore ecologico di questo ecosistema.

Monitoraggio e raccolta rifiuti con l’app Clean Swell

Dopo la lezione in aula, gli studenti si sono poi dedicati alla raccolta dei rifiuti e al loro monitoraggio sulla spiaggia. Per la registrazione delle tipologie e quantità di materiali raccolti hanno utilizzata l’applicazione Clean Swell, sviluppata dall’organizzazione Ocean Conservancy per supportare le attività globali di pulizia delle spiagge. L’esperienza ha mostrato agli studenti come strumenti di Citizen Science, semplici e accessibili a tutti, possano contribuire in modo significativo sia alla ricerca scientifica sia alla tutela dell’ambiente.

Nel corso dell’attività sono stati monitorati circa 200 metri di costa, lungo i quali i 9 studenti coinvolti hanno raccolto un totale di 183 rifiuti, per un peso complessivo di circa 20 kg. Le tipologie di rifiuti che sono state raccolte più frequentemente sono: mozziconi di sigaretta, reti o calze per il contenimento dei mitili, bottiglie di plastica, salviette igienizzanti, cannucce e tappi di plastica e varie tipologie di plastica o carta in stato di decomposizione.

Alcuni dei materiali raccolti durante la pulizia come cannucce e materiale in plastica

Tutti questi materiali, oltre a rappresentare un problema estetico per la spiaggia, costituiscono una vera e propria minaccia per la fauna marina. Questi infatti possono causare intrappolamenti e ingestione accidentale da parte di alcuni animali marini quali tartarughe, delfini, pesci e uccelli marini…ma possono anche facilmente degradarsi nelle cosiddette microplastiche ed entrare nella catena alimentare fino ad arrivare ai nostri piatti!

Dati locali per una visione globale

La raccolta dei rifiuti non è rimasta limitata a Fano…Infatti tutti i dati raccolti sono stati automaticamente caricati sull’app Clean Swell all’interno del database globale TIDES, che raccoglie informazioni provenienti da migliaia di attività di pulizia in tutto il mondo. Grazie a questo sistema è possibile conoscere la quantità e la tipologia di rifiuti raccolti in una determinata area, confrontare i dati con quelli di altre regioni ma anche, e soprattutto, individuare possibili soluzioni per ridurre l’inquinamento.

Database TIDES con la mappa e le informazioni relative alle azioni di raccolta rifiuti a livello globale

Guardare alla spiaggia con occhi nuovi

Attraverso questa esperienza, gli studenti hanno sviluppato una maggiore consapevolezza di che cosa significa “ecosistema spiaggia“: un ambiente complesso e ricco di vita e di organismi che svolgono ruoli ecologici fondamentali e contribuiscono all’equilibrio naturale. Hanno imparato a riconoscerne la biodiversità, a comprendere il valore delle specie che lo abitano e a capire perché sia essenziale mantenerlo pulito.

Gli studenti hanno inoltre compreso come anche piccoli gesti possano contribuire a proteggere gli ecosistemi naturali, come ad esempio la spiaggia e il mare, che sono luoghi ricchi di biodiversità ma allo stesso tempo estremamente fragili perché soggetti all’enorme impatto causato dall’inquinamento antropico.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Fano Università del Mare, rappresenta così un primo passo verso una cittadinanza più attiva e consapevole e un invito ricolto a giovani e adulti ad osservare il territorio, a comprenderlo e anche ad agire per preservarlo e proteggerlo.

Tag: mare, spiaggia, rifiuti, Citizen Science, biodiversità, ambiente

Lascia un commento