Adriatico in trasformazione: come le specie marine reagiscono a riscaldamento e inquinamento

In occasione dell’incontro scientifico dal titolo “Dalla capacità rigenerativa dei coralli allo stato di salute della vongola: gli effetti di un mare sotto pressione”, organizzato da Fano Università del Mare odv presso l’Università dei Saperi “Giulio Grimaldi” a Fano, la ricercatrice Teresa Sani (CNR IRBIM – FMC) ha illustrato come gli organismi del Mediterraneo rispondono alle sollecitazioni di un ambiente in rapida trasformazione.

Di seguito vengono riassunti i punti chiave emersi durante l’evento scientifico e le evidenze presentate dalla ricerca.

Due modelli di studio: Coralli mediterranei e Vongole (Chamelea gallina)

Nel corso della sua relazione, Teresa Sani ha presentato i risultati di due ricerche condotte durante il suo percorso di dottorato:

  1. La capacità rigenerativa dei coralli mediterranei: Uno studio incentrato sulla risposta dei tessuti corallini esposti all’azione combinata dell’aumento della temperatura e dell’acidificazione delle acque.
  2. Lo stato di salute della vongola (Chamelea gallina): Un’indagine svolta lungo un gradiente latitudinale da nord a sud nell’Adriatico per monitorare la salute di questo bivalve, organismo chiave e sentinella della qualità delle acque costiere.

La metodologia: L’importanza dell’analisi multifattoriale

Un aspetto fondamentale sottolineato durante l’incontro riguarda la necessità di adottare un’analisi multifattoriale. Nell’ecosistema marino, gli organismi sono sottoposti a molteplici pressioni simultanee; valutare un singolo parametro isolato non permette di comprendere la reale risposta delle specie.

Tra i principali fattori presi in esame figurano:

  • Variabilità ambientale ed estuari: Nel Nord Adriatico gioca un ruolo determinante l’apporto di acque dolci e nutrienti veicolati dal runoff del fiume Po.
  • Stress antropico e inquinamento: A questi elementi naturali si sovrappone il bioaccumulo di inquinanti derivante dalle attività umane.

Considerare tutti questi parametri simultaneamente rappresenta l’unico approccio capace di fornire una visione d’insieme accurata, indispensabile per pianificare strategie di tutela e gestione marina davvero efficaci.

Riscontri sul territorio e testimonianze dei pescatori

I dati presentati mostrano una spiccata variabilità lungo le coste adriatiche:

  • Nord Adriatico: Le aree settentrionali risultano essere le più colpite, registrando importanti eventi di moria di massa. Questa evidenza analitica trova diretta conferma nelle testimonianze raccolte sul campo tra i pescatori locali.
  • Centro e Sud Adriatico: Procedendo verso sud, la pressione ambientale si riduce e le condizioni generali degli organismi migliorano leggermente.
  • Il bilanciamento dei fattori di stress: Sebbene nel Nord Italia le emissioni fluviali apportino una maggiore quantità di nutrienti, le popolazioni di vongole si trovano in un ambiente idrodinamico estremamente mutevole e devono quindi fronteggiare stress differenti rispetto alle zone meridionali.

Considerazioni finali L’intervento ha messo in luce quanto sia cruciale il monitoraggio scientifico multifattoriale per comprendere i limiti di tolleranza e la resilienza di specie chiave come coralli e bivalvi, offrendo strumenti concreti per preservare la biodiversità e le risorse del nostro mare.

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