Il Fano Marine Center ha recentemente ospitato l’evento “CONOSCIAMO IL NOSTRO MARE: Educazione, ricerca e sostenibilità per il futuro del Mar Adriatico”, un appuntamento interamente dedicato alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione ambientale. L’obiettivo della giornata è stato quello di approfondire la conoscenza dell’ecosistema marino che ci circonda, esplorandone le fragilità e le opportunità per un approccio più consapevole e sostenibile.

Specie aliene: da minaccia a potenziale risorsa
Il pomeriggio è entrato nel vivo con l’analisi delle specie aliene, quegli organismi animali e vegetali provenienti da mari lontani che si insediano nel nostro ecosistema attraverso diverse vie di introduzione. Sara Bonanomi (CNR-IRBIM) ha illustrato come queste specie possano rappresentare una sfida per la biodiversità e le attività economiche. Il focus è stato orientato in particolare sul granchio blu, protagonista di un percorso di “valorizzazione sostenibile”: l’incontro ha mostrato come sia possibile trasformare una minaccia ambientale in una risorsa sfruttabile, concludendosi con una degustazione a tema per far conoscere al pubblico le potenzialità gastronomiche di questa specie.
La fragilità di un mare “chiuso” e le nuove sfide dell’inquinamento
Un momento cruciale è stato dedicato alla salute del nostro bacino, con l’intervento di Sarah Pizzini (CNR-IRBIM). Il Mar Adriatico è stato descritto come un ambiente intrinsecamente fragile: essendo poco profondo e quasi chiuso, ha una circolazione limitata che lo rende più soggetto all’impatto delle pressioni umane. Oltre al monitoraggio dei contaminanti “tradizionali”, la discussione si è spostata sui contaminanti emergenti. Si tratta di classi di molecole non ancora regolamentate, ma che destano preoccupazione nella comunità scientifica per il potenziale impatto a lungo termine sull’ambiente e sulla salute umana.
Educazione ambientale e ricerca
L’evento ha offerto ai partecipanti non solo teoria, ma anche un’esperienza diretta attraverso una visita guidata alle vasche didattiche DIDAMAR, dove è stato possibile osservare da vicino la biodiversità marina e il lavoro di ricerca necessario per proteggerla.
Una sinergia per il territorio
Il successo di questo pomeriggio di educazione scientifica è stato il risultato di una fondamentale sinergia tra diverse realtà del territorio. L’iniziativa è stata infatti resa possibile grazie alla collaborazione tra Coop Alleanza 3.0, Fano UniMar e l’associazione La Lupus in Fabula, con il supporto e il coinvolgimento del Comune di Fano, del Fano Marine Center, del Marine Zoology Laboratory (Università Politecnica delle Marche) e del CNR-IRBIM. Iniziative come questa confermano quanto la collaborazione tra ricerca, istituzioni e cittadinanza sia essenziale per garantire un futuro sostenibile al nostro mare.
