Nel corso dell’anno scolastico, gli studenti del Liceo Scientifico “E. Medi” di Senigallia hanno avuto l’opportunità di partecipare al percorso educativo promosso da Fano Università del Mare ODV, realtà impegnata nella divulgazione scientifica e nella tutela dell’ambiente marino. Il percorso fa parte del progetto Adriatic Conservancy e si è sviluppato in quattro giornate (9 ore in totale), ciascuna con un obiettivo specifico, coniugando lezioni teoriche, utilizzo di strumenti digitali e attività pratica sul campo. Le lezioni sono state tenute da due biologi marini, il dott. Gianfranco Rossi e la dott.ssa Alessandra Santini.

Alla scoperta dell’ecosistema spiaggia
Il primo incontro è stato dedicato all’introduzione dell’ecosistema spiaggia, un ambiente spesso percepito come semplice e uniforme, ma in realtà estremamente complesso e ricco di interazioni. Gli studenti hanno esplorato le caratteristiche fisiche e biologiche della spiaggia, analizzando fattori come la composizione della sabbia, l’azione del vento e delle correnti marine, e il ruolo fondamentale svolto dagli organismi viventi.
Un aspetto centrale dell’incontro è stato l’approfondimento dell’impatto delle attività umane: l’inquinamento da plastica, la presenza di rifiuti, l’urbanizzazione costiera e il turismo intensivo.
Strumenti scientifici per il monitoraggio ambientale
Nel secondo incontro, la formazione è entrata nel vivo con l’approfondimento di tre protocolli fondamentali che gli studenti hanno poi applicato sul campo:
MAC Emerso: leggere la spiaggia
per il monitoraggio costiero e la lettura dei segnali lasciati dal mare sulla battigia, quindi rilevazione di organismi vegetali e animali;
iNaturalist: tecnologia e scienza partecipata
Attraverso l’utilizzo dell’app iNaturalist, gli studenti hanno scoperto il valore della citizen science.
CleanSwell: dati sui rifiuti marini
Con CleanSwell, il gesto della raccolta rifiuti si trasforma in un’attività scientifica. I dati raccolti permettono di analizzare la distribuzione dei rifiuti e di individuare le principali fonti di inquinamento, collegandosi al tema più ampio dell’inquinamento marino, caricando i dati su una piattaforma globale.
La spiaggia come laboratorio a cielo aperto
Il terzo incontro ha rappresentato il cuore esperienziale del progetto: l’uscita sul campo. Gli studenti sono finalmente usciti in spiaggia, trasformando la battigia in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Durante il monitoraggio sono stati rinvenuti vari organismi e li abbiamo collegati al ruolo in ambiente.
Parallelamente, le osservazioni sono state caricate su iNaturalist all’interno del Bioblitz Adriatic Conservancy 2026 (attivo da marzo a maggio), contribuendo a una raccolta dati su larga scala.
L’applicazione del protocollo CleanSwell ha evidenziato la presenza di reti, frammenti di plastica e indumenti: questo ha aperto una riflessione sul ruolo dell’uomo negli ecosistemi costieri, introducendo il concetto di impatto antropico, nonostante stessero facendo pulizia meccanica e non si trattava di dune selvagge.
Interessante il dato relativo alla bassa presenza di mozziconi di sigaretta, possibile indicatore di un cambiamento nei comportamenti, anche in relazione a nuove politiche ambientali locali. In alcune zone di Pesaro, ad esempio, dall’estate 2026 sarà vietato fumare in spiaggia.

Analisi dei dati e riflessione critica
Nel quarto incontro, gli studenti hanno analizzato i dati raccolti e confrontato spiagge naturali e antropizzate. Questo confronto ha permesso di introdurre il concetto di ecosistema antropizzato rispetto a sistemi più naturali.
Attraverso alcune specie chiave, si è ripercorso il lavoro svolto:
- Razza e seppia: adattamenti riproduttivi e deposizione delle uova;
- Naticidae: esempio di predazione specializzata (foratura dei bivalvi), difesa tramite opercolo e strategie riproduttive;
- Stella marina: capacità rigenerative e importanza ecologica;
- Granchio blu: indicatore dei cambiamenti climatici e delle dinamiche globali.
Quest’ultimo esempio ha permesso di introdurre anche il tema del cambiamento climatico, sempre più evidente nei mari del Mediterraneo.

Dalla raccolta dati alla comunicazione scientifica
I dati raccolti saranno analizzati e presentati durante il convegno del 29 maggio presso il FanoMarineCenter, evidenziando l’importanza della comunicazione scientifica, per poi concludere l’anno di progetti 2025/2026 con una visita al Didamar, il nuovo acquario di Fano, incentrato proprio sul Mediterraneo.
Gli studenti non sono stati semplici osservatori, ma veri protagonisti di un processo di ricerca, contribuendo alla produzione di conoscenza. Solo con dati alla mano possiamo dare prova delle problematiche, cosicché istituzioni e politici non abbiano scuse per non agire.

Uno sguardo nuovo sulla spiaggia
L’esperienza proposta da Fano Università del Mare ODV si è rivelata estremamente significativa sotto molteplici aspetti. Ha permesso agli studenti di integrare conoscenze teoriche e competenze pratiche, di utilizzare strumenti digitali avanzati e di vivere la scienza in modo attivo e partecipato.
Soprattutto, ha contribuito a formare cittadini più consapevoli, capaci di osservare il proprio territorio con occhi diversi e di comprendere l’importanza della tutela ambientale.
