Alla scoperta della biodiversità invisible

Mi presento, sono Federica Semprucci, professore associato presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e ricercatrice del Fano Marine Center.

Mi occupo della valutazione dell’impatto dell’uomo sulle comunità animali di numerose matrici ambientali. In particolare, sono specializzata in organismi che appartengono alla meiofauna, una componente con una taglia corporea intermedia tra il microbenthos e il macrobenthos. Essendo animali dalle dimensioni comprese tra i 40µm e 1mm, molte persone non sanno neppure della loro esistenza, ma sono importanti bioindicatori, cioè organismi indicatori della qualità dell’ambiente.

In mare, questi organismi, invisibili ad occhio nudo, vivono ancorati ai fondali marini dove si accumulano la maggior parte degli inquinanti e, vivendo a diretto contatto con essi, la meiofauna finisce con il subire importanti alterazioni: scomparsa delle specie più sensibili e aumento di quelle tolleranti. Ed è proprio l’alterazione della sua biodiversità che contribuisce a darci importanti informazioni sullo stato di salute dell’ecosistema marino.

In questi anni la meiofauna mi ha portato lontano grazie a collaborazioni non solo con colleghi italiani, ma anche all’estero. Questo mi ha dato l’opportunità di analizzare la biodiversità di questi animali sia in ambienti marini del Mediterraneo, ma anche nelle coste della Malesia, Corea del Sud, Maldive, e Stati Uniti.

Ora, grazie alla collaborazione con alcuni colleghi, stiamo cercando di creare un nuovo protocollo di valutazione della qualità ecologica in mare che ha come protagonisti proprio questi organismi invisibili. È una sfida non semplice, ma di questo ne parleremo nella prossima puntata!

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