Voci della Terra e del Mare: a Pesaro un viaggio nel pensiero di Charles Darwin

Venerdì 27 marzo 2026, la sede di Sub Tridente a Pesaro ha ospitato un nuovo appuntamento della rassegna “Voci della Terra e del Mare – Rileggere i grandi libri della natura”. L’incontro, partecipato e ricco di spunti, ha accompagnato il pubblico in un affascinante viaggio nel pensiero di Charles Darwin, figura centrale nella storia delle scienze naturali.

Protagonisti della serata sono stati Vincenzo Caputo Barucchi, naturalista e zoologo Professore di Biologia Evolutiva dei Vertebrati Marini all’Università Politecnica delle Marche, e la voce narrante di Lucia Ferrati, che attraverso letture espressive ha dato vita ai passaggi più significativi delle opere e dei diari del grande naturalista inglese, attraverso l’autobiografia di Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo e L’origine delle specie.

Un naturalista tra vocazione e scoperta

Il percorso ha preso avvio dalla giovinezza di Darwin, segnata da tentativi accademici poco convincenti: prima negli studi di medicina a Edimburgo, poi in quelli ecclesiastici a Cambridge, in un’epoca in cui si riteneva possibile leggere nella natura l’impronta diretta del divino. La svolta arrivò nel 1831, con l’imbarco sul brigantino Beagle come naturalista, reso possibile proprio grazie alla sua passione per le scienze naturali.

Un viaggio di cinque anni destinato a cambiare per sempre il suo sguardo sul mondo. Darwin, inizialmente animato da una vocazione quasi “innata” per il collezionismo e l’osservazione, si trovò immerso in un laboratorio a cielo aperto che lo portò a elaborare una delle intuizioni più rivoluzionarie della scienza: la modificazione delle specie nel tempo attraverso un lento susseguirsi di piccole variazioni.

Dalle Galápagos alla selezione naturale

Momento cruciale del racconto è stato l’approdo alle isole Galápagos, al largo dell’Ecuador, caratterizzate da un elevato tasso di specie endemiche, tra cui iguane, cormorani e le celebri tartarughe giganti. Qui, l’osservazione dei fringuelli, ciascuno con becchi differenti adattati a specifiche fonti di nutrimento, permise a Darwin di cogliere la relazione tra forma e funzione.

Da queste osservazioni nacque l’idea di selezione naturale: un processo continuo e silenzioso basato sulla “lotta per l’esistenza”, intesa in senso ampio come competizione per lo spazio e l’accesso alla riproduzione, ma anche come rete di relazioni e dipendenze tra gli organismi. Un meccanismo di perfezionamento che agisce sull’intero individuo, fino al livello dei singoli organi.

Durante l’incontro sono stati ricordati anche esempi di selezione operata dall’uomo, come il cane da “girarrosto”, allevato per azionare gli spiedi, o la pecora Ancon, entrambi caratterizzati da arti corti (condrodistrofia). Casi che mostrano come variazioni improvvise, oggi definite mutazioni, possano essere selezionate e fissate nel tempo dalla natura o per opera dell’uomo.

Il tempo profondo e i limiti della percezione umana

Un altro tema centrale è stato quello del deep time: i tempi lunghissimi dell’evoluzione, che sfuggono alla nostra esperienza diretta. La vita umana è troppo breve per osservare cambiamenti che richiedono milioni di anni, eppure è proprio questa scala temporale a modellare la biodiversità del pianeta.

Piccole variazioni cumulative, nel corso di decine di milioni di anni, possono condurre a trasformazioni straordinarie, come l’evoluzione delle balene a partire da antenati terrestri simili ad antìlopi. Una prospettiva che invita a ripensare il tempo e la natura stessa dei processi biologici.

Tra scienza e ideologia: il darwinismo nel suo tempo

La riflessione si è poi spostata sulle implicazioni culturali e ideologiche del pensiero darwiniano. Darwin visse nell’Inghilterra vittoriana, un’epoca segnata da forti contraddizioni: da un lato il progresso scientifico e tecnologico, dall’altro il colonialismo e le disuguaglianze sociali.

Se da un lato egli espresse un fermo rifiuto della schiavitù, definita una “atrocità nauseante”, dall’altro alcune sue posizioni riflettono i limiti culturali del suo tempo. Il cosiddetto “darwinismo sociale”, sviluppatosi successivamente, rappresenta un esempio emblematico di come teorie scientifiche possano essere distorte e utilizzate per giustificare ideologie discriminatorie.

Da qui l’invito, emerso con forza durante la serata, a distinguere sempre tra scienza e interpretazioni ideologiche, evitando di giudicare il passato con la sensibilità odierna, ma senza rinunciare a una lettura critica.

L’uomo tra continuità e unicità

Uno dei passaggi più stimolanti ha riguardato il rapporto tra uomo e altri animali. Darwin enfatizzava la continuità evolutiva, sostenendo che le differenze fossero principalmente di grado, basti pensare alla stretta affinità genetica con gli scimpanzé.

Il dibattito contemporaneo, tuttavia, invita a considerare anche differenze qualitative, legate in particolare alle capacità cognitive e all’autocoscienza. Il confronto con l’uomo di Neanderthal, dotato di una capacità cranica persino superiore alla nostra ma con una struttura cerebrale differente, suggerisce che non si tratti solo di quantità, ma di organizzazione e funzione.

Da Darwin all’attualità

A più di un secolo e mezzo dalla pubblicazione de L’origine delle specie (1859), il pensiero di Darwin continua a interrogare il presente. “In un mondo segnato da crisi ecologiche e profonde trasformazioni, emerge con forza la necessità di mantenere la scienza distinta dalle sue possibili strumentalizzazioni ideologiche” ha detto Caputo.

Come sottolineato durante l’incontro, l’essere umano ha da sempre trasformato l’ambiente per le proprie necessità, e oggi, nonostante le sfide globali, viviamo mediamente in condizioni di benessere e salute senza precedenti. Proprio per questo, diventa fondamentale sviluppare uno sguardo critico e consapevole sul rapporto tra progresso, natura e responsabilità. Comprendere i limiti della scienza e le sue potenzialità è parte integrante di una nuova alfabetizzazione ecologica.

Ringraziamo tutti i partecipanti per aver condiviso questo momento di approfondimento e confronto. Vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti della rassegna per continuare insieme l’esplorazione delle voci della Terra e del Mare.

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